A che ora apre e chiude il mercato del petrolio?
Il mercato del petrolio apre alle 23:00 UTC di domenica e chiude alle 22:00 UTC di venerdì. All’interno di questo ciclo settimanale, il mercato resta aperto 23 ore al giorno, cinque giorni alla settimana, con una pausa tecnica di un’ora tra le 22:00 e le 23:00 UTC.
Nota per l’Italia: usa UTC come riferimento fisso. In inverno, ora italiana CET, aggiungi 1 ora. In estate, ora italiana CEST, aggiungi 2 ore. Questo evita confusione con l’ora legale europea e con quella statunitense.
La tabella seguente riassume gli orari più importanti per chi cerca l’apertura del mercato del petrolio dall’Italia:
Il mercato del petrolio non opera nei fine settimana. Dopo la chiusura di venerdì, il sabato resta un giorno di chiusura completa. La riapertura avviene domenica sera in UTC, che per un lettore italiano corrisponde a mezzanotte in inverno o all’una di notte in estate.
Per chi vuole capire meglio strumenti, prezzi e differenze operative tra i due benchmark, questa guida sul trading del petrolio aiuta a contestualizzare come funzionano WTI e Brent.
Qual è l’orario migliore per fare trading sul petrolio?
L’orario migliore per fare trading sul petrolio è la sovrapposizione tra Londra e New York, dalle 13:00 alle 17:00 UTC. Per chi segue il mercato dall’Italia, questa fascia cade tra le 14:00 e le 18:00 in inverno e tra le 15:00 e le 19:00 in estate. È il momento in cui entrano più ordini, la liquidità è più alta e il mercato reagisce più velocemente ai dati e alle notizie.
1. Sovrapposizione Londra e New York: è la fascia con più volume e con i costi operativi di norma più efficienti.
2. Sessione di Londra: resta la seconda finestra migliore, soprattutto per chi opera dall’Europa.
3. Sessione di New York dopo la sovrapposizione: rimane attiva, ma con liquidità più bassa rispetto al picco di giornata.
4. Sessione asiatica: è in media la fascia meno liquida e quella in cui gli spread tendono ad allargarsi di più.
1. Sovrapposizione Londra e New York
La sovrapposizione tra Londra e New York è la finestra più importante della giornata di trading del petrolio. In queste quattro ore il mercato concentra l’attività europea e statunitense, cioè i due poli che contano di più per Brent e WTI. Per questo motivo, volumi e profondità del mercato raggiungono in genere il livello più alto della giornata.
In questa fascia gli spread tendono a essere più contenuti e il mercato reagisce meglio ai dati. Il mercoledì, il report EIA sulle scorte esce alle 15:30 UTC, cioè alle 16:30 in inverno in Italia e alle 17:30 in estate. Anche i dati macro USA, come CPI, NFP o decisioni della Fed, possono aumentare la volatilità all’inizio della sessione americana.
2. Sessione di Londra
La sessione di Londra è la seconda finestra più interessante per chi vuole operare sul petrolio. È la fascia più comoda da seguire per un trader in Italia, perché cade nel cuore della giornata europea. L’attività sul Brent aumenta già dall’apertura e il mercato diventa più fluido rispetto alla sessione asiatica.
Dati europei come PMI, produzione industriale o indicazioni sulla crescita possono influenzare le aspettative sulla domanda energetica e muovere il petrolio. Gli spread restano in media più stretti rispetto alla sera italiana, ma non sono ancora ai minimi che si vedono quando Londra e New York sono entrambe aperte.
3. Sessione di New York dopo la sovrapposizione
Dopo la chiusura di Londra, il mercato resta ancora attivo ma perde una parte importante della liquidità europea. In questa fase il WTI diventa il riferimento principale e i movimenti tendono a essere meno estesi e più selettivi rispetto alle ore centrali della giornata.
Il martedì, il report API sulle scorte esce intorno alle 21:30 UTC, cioè alle 22:30 in inverno in Italia e alle 23:30 in estate. Poiché la liquidità è più bassa rispetto al picco della giornata, una sorpresa nei dati può generare reazioni di prezzo rapide su WTI e Brent.
4. Sessione asiatica
La sessione asiatica è in media la meno liquida per il petrolio. In questa fascia non c’è la stessa concentrazione di attività istituzionale che si vede tra Europa e Stati Uniti, quindi gli spread tendono ad allargarsi e i movimenti di prezzo sono spesso più irregolari.
Questo non significa che sia sempre una fascia immobile. Dati cinesi su manifattura, commercio o domanda energetica possono muovere il petrolio, soprattutto quando modificano le attese sulla crescita e sui consumi di greggio. In generale, però, la sessione asiatica è più adatta alla gestione delle posizioni aperte che alla ricerca della finestra migliore per entrare a mercato.
Quali eventi possono muovere il petrolio durante gli orari di mercato?
Gli orari contano, ma non bastano da soli. Alcuni eventi possono muovere il petrolio in qualsiasi sessione, perché cambiano le attese su offerta, domanda o valore del dollaro USA. Questa guida spiega più in dettaglio quali fattori muovono significativamente il prezzo del petrolio.
1. Report EIA sulle scorte
È il dato ricorrente più importante per chi fa trading sul petrolio. Il report misura scorte di greggio, utilizzo delle raffinerie e altri indicatori chiave dell’offerta negli Stati Uniti. Se il dato sorprende rispetto alle attese, WTI e Brent possono muoversi in modo rapido già nei primi minuti dopo la pubblicazione.
2. Report API sulle scorte
Esce il martedì sera e anticipa il report EIA del mercoledì. Non ha lo stesso peso del dato ufficiale, ma viene seguito con attenzione perché può cambiare il posizionamento del mercato in vista del giorno successivo.
3. Decisioni OPEC+
Le decisioni dell’OPEC+ contano perché cambiano le aspettative sull’offerta globale. Tagli coordinati alla produzione tendono a sostenere i prezzi. Aumenti di produzione o segnali di maggiore disponibilità di greggio possono invece frenare il mercato. Anche dichiarazioni improvvise di membri chiave possono muovere il petrolio prima di una riunione ufficiale.
4. Rig count Baker Hughes
Il numero di impianti attivi negli Stati Uniti è un indicatore utile della possibile direzione futura dell’offerta. Non muove il mercato come EIA o OPEC+, ma resta un dato seguito dagli operatori perché aiuta a leggere la dinamica della produzione americana nel medio termine.
5. Notizie geopolitiche sull’offerta
Tensioni geopolitiche e problemi logistici possono muovere il petrolio in qualsiasi momento, anche fuori dalle fasce di massima liquidità. I punti da monitorare con più attenzione sono questi:
• Medio Oriente e aree di produzione chiave, perché un’escalation può ridurre o mettere a rischio l’offerta disponibile.
• Sanzioni o restrizioni che colpiscono grandi esportatori, perché modificano flussi commerciali e disponibilità di barili sul mercato.
• Collo di bottiglia del trasporto energetico, come Stretto di Hormuz e Canale di Suez, perché eventuali interruzioni possono spingere i prezzi al rialzo in tempi molto rapidi.
Quali giorni della settimana sono migliori per fare trading sul petrolio?
Mercoledì e giovedì sono di solito i giorni migliori della settimana per fare trading sul petrolio. Il mercoledì concentra il report EIA sulle scorte, mentre il giovedì spesso prolunga la reazione del mercato ai dati del giorno prima. Anche martedì è rilevante per via del report API. Lunedì tende a partire più lentamente e venerdì dipende molto dal calendario macro e dalla riduzione del rischio prima del weekend.
Trading del petrolio il lunedì
Il lunedì è spesso il giorno più lento della settimana. Il mercato riassorbe notizie, tensioni geopolitiche e aggiornamenti macro arrivati durante il fine settimana, ma senza un evento ricorrente forte come EIA o API il petrolio tende a muoversi meno rispetto alla parte centrale della settimana.
Trading del petrolio il martedì
Martedì è il primo giorno in cui entra un evento specifico sul petrolio. Il report API sulle scorte, pubblicato in tarda serata europea, può spostare il posizionamento del mercato e preparare il terreno per il report EIA del mercoledì.
Trading del petrolio il mercoledì
Il mercoledì è in genere il giorno più attivo della settimana per il petrolio. Il report EIA esce nel pieno della fascia più liquida della giornata e può generare movimenti direzionali rapidi su WTI e Brent se il dato si discosta dalle attese del mercato.
Trading del petrolio il giovedì
Il giovedì resta spesso una giornata forte perché il mercato continua a digerire il dato EIA del giorno prima. Se si aggiungono dati macro USA o decisioni di politica monetaria già in calendario, la volatilità può restare elevata per buona parte della giornata europea e americana.
Trading del petrolio il venerdì
Il venerdì è più irregolare. Il rig count Baker Hughes e, nel primo venerdì del mese, i Non Farm Payrolls possono mantenere il mercato attivo. Nella seconda parte della sessione di New York, però, molti operatori riducono l’esposizione prima della chiusura settimanale, con conseguente calo di liquidità e spread più larghi.
Come sfruttare gli orari del mercato del petrolio?
Per usare gli orari del mercato del petrolio in modo più efficace, conta soprattutto scegliere la fascia giusta, sapere quando escono i dati chiave e operare con uno strumento che permetta accesso chiaro a WTI e Brent.
Concentrati sulla fascia più liquida
La finestra più utile resta la sovrapposizione tra Londra e New York, dalle 13:00 alle 17:00 UTC. Dall’Italia, corrisponde al pomeriggio, quindi è anche la fascia più comoda da seguire. Il mercoledì, questa finestra include il report EIA sulle scorte, che è spesso il catalizzatore più forte della settimana.
Controlla sempre il calendario economico
Gli orari aiutano a capire quando il mercato è più efficiente, ma report EIA, dati API, riunioni OPEC+ e notizie geopolitiche possono cambiare tutto in pochi minuti. Sapere quando arrivano questi eventi riduce il rischio di entrare a mercato subito prima di una forte accelerazione del prezzo.
Scegli una piattaforma con accesso a WTI e Brent
WTI e Brent sono accessibili tramite una piattaforma di trading sul petrolio. Una soluzione che offre accesso sia al WTI sia al Brent permette di seguire i due benchmark nello stesso ambiente operativo e di valutare meglio orari, liquidità e contesto di mercato.
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